Peace and Trees: non abbiamo bisogno di armi per eserciti ma eserciti di alberi
Peace and Trees è il nome che ho voluto dare a questa nuova azione diretta del 30 luglio 2026. Lo slogan utilizzato come scritta fatta con un semplice pennarello nero su una maglietta con la bandiera dell'Ukraina è:
We do not need weapons for armies but armies of trees
Le motivazioni per questo slogan sono date dalle news di queste settimane. Ancora guerra in Ukraina che prosegue, guerra in Iran, devastazioni umane che continuano contro i palestinesi, oltre alle tante piccole guerre "meno importanti," e sullo sfondo il riarmo voluto dall'UE. Ed oltre a ciò la crisi ambientale globale. Il clima ormai intollerabile quì a Napoli, ma anche nel resto d'Italia e d'Europa. La temperatura del mare paradossalmente alta. Gli incendi che devastano boschi.
Le circostanze positive che mi hanno spinto in giro a Napoli
Era diverso tempo che volevo fare un'azione nel centro di Napoli. Avevo costruito un nuovo tipo di carretto, il trabiccolo col quale vado in giro per portare i messaggi circa equità ed ecologia. Avevo colto l'occasione di trovare un passeggino per bambini per strada. Ho notato che ci sono diversi passeggini per bambini che vengono abbandonati in strada senza codice di rifiuti per ingombranti. Molti sembrano ancora buoni. Quello che ho preso io, abbastanza vicino l'appartamento dove abito, non era molto grande ed era in buone condizioni. L'ho sventrato. Ho lasciato solo la struttura esterna, con le ruote ed il telaio. Credo sia la stessa tecnica che usano "i rom" che vanno in giro a raccogliere gli abiti usati. Ho installato il secchio verde già utilizzato prima dentro quel telaio. Altri piccoli accorgimenti ma nella sostanza ho ottenuto uno strumento più agevole da trasportare ed anche un pò più leggero.
Di lato un video con l'immagine del nuovo carretto ottenuto. E' un video che avevo fatto anche come forma di sfogo/invettiva contro tutti quelli che, sollecitati da me in passato, si sono rifiitati di darmi una mano. Sullo sfondo la descrizione degli incendi in Europa di fine luglio 2026 e l'illustrazione di come un cambiamento globale delle nostre abitudini di produzione e consumo sarebbe possibile. Ci vorrebbe il lavoro di miliardi di formiche come me, che si impegnano nel quotidiano per comunicare questa urgenza.
Dato poi che si sono verificate anche determinate condizioni che mi hanno dato maggiore serenità dal punto di vista economico mi sono lanciato in questa nuova azione diretta. Ho concluso da poco un lavoro di costruzione di un sito web con la promessa di poter continuare dopo l'estate a collaborare con queste persone anche sul web marketing. Chiaramente questo mi dà un minimo di fiducia in più nella possibilità di poter avere una quantità di soldi sufficienti a continuare a vivere. Il mio patrimonio ammonta ad oggi a 500 euro circa. Il che è più che sufficiente per arrivare a fine agosto. Per questo ho deciso di dedicare questo mese a queste azioni dirette a Napoli. Avevo anche stampato una nuova T-Shirt con i loghi relativi ai progetti web che cerco a fatica di portare avanti. Non sono riuscito a averla per il 30 luglio. Ma comunque bene utilizzare la maglia dell'Ukraina con quei messaggi. Il giorno dopo ho inaugurato la nuova T-Shirt nel bosco di Portici con un bel video in cui parlo di riforestazione urbana.

Ovviamente quando sei da solo le energie non sono mai sufficienti per portare avanti tutte queste cose, quindi chiaramente si fa quel che si può. I diversi progetti web che ho concettualizzato meriterebbero secondo me maggior tempo ed energie personali. Non riesco a svilupparle maggiormente. L'aiuto in cui speravo non è mai arrivato. Vado comunque avanti da solo a fare ciò che è possibile.
L'azione diretta del 30 luglio 2026
L'azione diretta del 30 luglio 2026 mi ha visto partire da Torre del Greco con il treno della Vesuviana, per fare un giro da Piazza Garibaldi a Piazza Municipio passando per il centro storico.
Parte iniziale della giornata
Il percorso fatto

Durante questa giornata ho notato e tentato di mettere in evidenza la macroscopica mancanza di fontanine d'acqua per strada. Cui si aggiunge l'inciviltà di alcuni bar che sono capaci di negare l'acqua della fontana, dicendo che c'è una legge che gli impedisce di dare acqua del rubinetto (fosse vero sarebbe una legge contro cui combattere senza tregua).
Peace and Trees diffuso ad un maggior numero di persone
Quest'ultima volta sono riuscito a parlare con più persone. Questo è un elemento di assoluta importanza. Ho comunque gettato degli elementi verbali che possono germogliare all'interno di quei cervelli. Magari qualcuno avrà la curiosità di capire di più. Magari qualche coscienza comincerà a scricchiolare. E forse qualcosa si muoverà in positivo dentro quelle vite.
Non so come è meglio farlo ma so che è necessario
Come si nota la maggior parte delle persone che si avvicinano sono curiosi, che al massimo concepiscono il discorso del decoro urbano. Chi, come il cameriere tunisino a via Forcella, nota la bandiera della Palestina pensa al massimo ad un modo di manifestare contro la guerra. Molti napoletani "da strada" concepiscono l'atteggiamento dello scugnizzo adulto che diventa "diavoletto" e che ha l'unico obiettivo di prenderti in giro. L'atteggiamento è quello di chi cerca di smontarti facendoti sembrare ridicolo. Oppure quello che cerca di ripetere il classico "mantra scansafatiche" partenopeo "una noce nel sacco non fa rumore". E te lo dicono con quella cattiveria che fa trasparire un sentimento che è quasi di odio nei confronti di chi con la sua azione sta toccando i suoi sensi di colpa, che nascono da un suo non far nulla. poi ci sono quelli che paternalisticamente vorrebbero suggerirti che è tutto inutile: io ci ho provato (e se non ci sono riuscito io perchè dovresti riuscirci tu?). Purtroppo i turisti non si avvicinano. I cartelli in inglese e l'appariscente e colorata forma della manifestazione non ha prodotto effetti su nessun turista. L'unica una ragazza che vedendomi mi fa un cenno di approvazione senza manco fermarsi mentre passa con gli amici incuranti per via Forcella. Poi di fronte al mio "Thanks" riesce a pronunciare l'espressione: Good Job! Potrei provare in futuro ad avvicinarli io, magari con un flyer/volantino da lasciare per introdurre l'argomento e sperare che qualcuno contatti tramite web o approfondisca per conto suo. In passato avevo tentato per un'altra azione, ma la maggior parte dei turisti si mostrano letteralmente infastiditi se tenti di parlargli. A maggior ragione se capiscono che è qualcosa che ha a che fare con la politica.

Ricordo la reazione dei turisti, soprattutto le donne, quando tentavo di distribuire il volantino a fianco. Quando ci fu il crollo del ballatoio alle vele di Scampia, in cui morirono tre persone. Volevo con una dichiarazione provocatoria toccare la sensibilità dei turisti. Reagivano tutti con aggressività difensiva, ma sempre aggressività che faceva davvero dispiacere. Pensare che persone che fanno viaggi anche molto lunghi per visitare posti dove poi hanno paura di parlare con qualcuno per strada mi rende triste. Quale è il senso del turismo? Possibile accontentarsi di un'esperienza in cui voli per ore, ti sposti magari anche in condizioni non comodissime con bagagli pesanti ed ingombranti, arrivi in un posto dove ci sono abitudini diverse, e pensi solo ad assaggiare il cibo locale e vedere qualche monumento, al massimo ascoltando il racconto di una guida?
Io credo che il turismo potrebbe invece essere un'ottima occasione per costruire relazioni tra persone appartenenti al popolo. Tutto ciò potrebbe portare alla costruzione di network, che potrebbero restare vivi anche grazie ad internet, con l'obiettivo di un mondo migliore basato su rapporti di pace.
www.findtourinnaples.com avrebbe questo obiettivo.
Insomma il lavoro da fare è enorme. E non solo nei confronti dei "locals". C'è una barriera culturale che va scardinata, come prima cosa. C'è la paura del confrontarsi su temi che riguardano la politica che è l'impedimento primario. Ancor prima della grande ignoranza rispetto a certi temi. L'ecologia non è scienza che è diventata di dominio comune. Come lo sono il marketing, la pubblicità, il saper fare business. Nel video si vede un uomo che mi avvicina con dei limoni in testa. Credo sia spinto dalla curiosità di capire se mi sono inventato un sistema per far soldi con i turisti. Capisce che sono un "fesso" ma comunque è curioso. "Non si sa mai - avrà pensato - magari ha avuto un'idea che posso riformulare". Appena capisce che si tratta di ecologia se ne va senza neanche dirmi "ciao. scusa ho da fare...grazie per avermi spiegato...". Non si rendono conto delle loro mancanze di rispetto. Ha una T-Shirt con la sua immagine da "limonaro". Capisce il marketing ma crede che il problema ecologico sia risolto dalle auto elettriche. E non pensa a mettere in discussione un modello di vita che produce un malessere oramai percepibile da tutti. Lui stesso dichiara perentorio che queste temperature non le ha mai viste in 40 anni di vita. Ma ciò non lo spinge a criticare questo sistema. Non adesso che "ha trovato il paradiso" vendendo limonate a turisti.

Purtroppo questo è l'atteggiamento dell'essere umano medio. Sembra che guerre e crisi ecologiche non siano elementi sufficienti per criticare alla radice questo sistema di vita. Ci si accontenta di vendere limonate o pizze. Oppure di prendere un aereo per fare una passeggiata in centro in un'altra città del mondo. Oppure di scappare dal villaggio del nonno in Marocco o Senegal per avere a disposizione le "luci della città" per indossare un paio di nike ed occhiali rayban paralleli, e magari abbordare una bionda in viaggio.
Tutto questo produce solitudine ed emarginazione
Tale sistema di potere produce individui soli e per questo più fragili. E' riuscito a convincere la gente a non parlare tra loro apertamente. A praticare i concetti di "esclusività" e di "privato". Due parole che vengono dai verbi escludere e privare. Cioè io faccio una cosa che tu non devi fare. Io sto in un posto dove tu non puoi entrare. Io sono meglio di te e quindi merito di stare quì. Tu invece sei inferiore e quindi devi stare di là. Concetti voluti dal potere dominante che ha creato questa cultura utilizzando la comunicazione. Diventata in epoca moderna di massa. In relazione a ciò i poveri non vanno aiutati e non ci si ferma per strada ad aiutarli. Vedi l'idea progettuale su posti letto stradali
Alcune considerazioni su come aiutare chi resta in strada.
Come al solito sono momenti in cui si possono notare tante cose. Spunti per riflessioni su tante cose che si possono migliorare.
Sotto il video leggermente editato della giornata ed una registrazione vocale con alcune mie considerazioni.







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