Il lavoro della determinazione: cosa è necessario fare per tentare di creare un trend positivo nello sviluppo di una convivenza più civile
In questo articolo riporto il LAVORO fatto per arrivare ad un piccolo successo glocale in tema di raccolta di materiale da recupero. Data la situazione drammatica del mondo per ciò che riguarda il livello di rispetto civile, si rende necessario uno sforzo maggiore da parte di ogni cittadino, per avere un minimo di decenza nelle “nostre” città.
Avendo notato un cumulo di materiale da recupero abbandonato sotto casa mia già da un pò di tempo, volevo occuparmi di segnalare il disservizio al Comune ed all’azienda che si occupa del cosiddetto trattamento dei rifiuti a Torre del Greco (Velia Ambiente). Io credo che vedere un cumulo di materiale da recupero abbandonato da cittadini o ditte edili incivili è una cosa offensiva nei miei confronti. Ed è offensiva nei confronti – credo – di tutti i cittadini che passano in quella zona. Tra l’altro quel cumulo rendeva il passaggio sul già stretto marciapiedi molto poco agevole per chiunque. Ma la cosa diventa poi particolarmente grave per persone che non deambulano bene e sono costrette ad uscire in sedie a rotelle (le barriere architettoniche nel 2026 sono tutt’altro che abbattute) o per mamme che spingono passeggini.
Eravamo al 1° dicembre 2025 ed ho tentato innanzitutto di capire come fare per segnalare disservizi del genere, visitando il sito web del mio comune.
Il sito web del Comune, cambiato verso i mesi finali del 2025 e reso maggiormente usabile per gli utenti, non lascia capire però facilmente a chi inviare una segnalazione di disservizio per ciò che riguarda il cosiddetto smaltimento rifiuti.
Io credo che siti web e piattaforme di social network possano tornare particolarmente utili per – come si dice in gergo – avvicinare il cittadino alle istituzioni. Una volta era difficile comunicare con gli amministratori, oggi abbiamo questi mezzi…perché non usarli a questo scopo? Quello che io faccio da un pò di tempo è scrivere post su facebook contenenti testi, foto o video dove cerco di mostrare le azioni dirette che faccio tentando di invogliare anche altri a fare lo stesso.
Ho alla fine inviato una email alla segreteria del sindaco perché non sono riuscito a capire dove segnalare disservizi che riguardano la raccolta dei rifiuti. Ho poi inviato una email a info@veliaambiente.it, perché anche sul sito web dell’azienda non ho trovato un sistema immediato per segnalare tali tipi di cose.
Non ho ricevuto risposta né dal Comune né da Velia Ambiente. Ho così pubblicato un post su Facebook in data 8 dicembre 2025 in cui taggavo Comune con hashtag Velia Ambiente, nella speranza di coinvolgere qualcun altro.
In data 11 dicembre 2025 ho registrato in video una telefonata fatta con l’operatrice di Velia Ambiente che risponde al centralino, durante la quale chiedevo come fare.
Ho poi pubblicato il contenuto sul mio profilo facebook.
Bisogna insistere nell’esigere il rispetto dei diritti civili verso i responsabili (a vario titolo) di servizi pubblici. Purtroppo ho capito che Velia Ambiente non ha un indirizzo email specifico dove inviare segnalazioni di disservizi ma utilizza (nel caso di Torre del Greco) un indirizzo email creato per comunicare con l’azienda circa lo smaltimento degli ingombranti. Io obbligherei per legge le aziende private che vincono appalti pubblici per svolgere lavori di pubblica utilità, di attivare indirizzi email dedicati per segnalare disservizi. E comunque cercherei di facilitare al massimo possibile il dialogo con i cittadini.
Dopo tale segnalazione qualcuno ha rimosso parte del materiale abbandonato ma non tutto il cumulo di pietre, detriti vari, e pezzi di plastica e ferro. Quindi il 19 dicembre invio di nuovo una email a Velia Ambiente.

E segnalo ancora su Facebook con un video, sempre nel tentativo di influenzare positivamente qualcun altro.
Ancora nulla succede. Segnalo di nuovo il 9 gennaio 2026 con invio di email al solito indirizzo creato per la raccolta degli ingombranti.

L’11 Febbraio 2026 faccio di nuovo un video che riprende il cumulo dei rifiuti ancora sul marciapiede fuori casa mia.
In seguito telefono al comune. Non trovando numeri specifici chiamo l’URP.
In seguito al colloquio con l’operatrice che risponde al numero dell’URP indicato sul sito web del Comune, si attiva un processo per cui il giorno dopo il cumulo dei rifiuti risulta rimosso.

Diverse volte ho pubblicato dei post su Facebook dove segnalavo disservizi, in special modo in relazione alla gestione dei rifiuti, ma non ho mai ricevuto feedback dal Comune. Io ripeto che i social network potrebbero tornare molto utili per migliorare la situazione di un mondo che va a rotoli. Migliorare la comunicazione tra istituzioni e cittadini è fondamentale. Le istituzioni dovrebbero fare un lavoro enorme per recuperare un minimo di credibilità presso il popolo. La gestione della cosa pubblica del passato lascia un’eredità pesantissima a chi gestisce oggi l’amministrazione dello Stato. Le persone che si candidano come rappresentanti politici o chi percepisce uno stipendio in qualità di dipendente dello Stato dovrebbero fare molto di più. Una pagina di una piattaforma social dovrebbe essere gestita per facilitare il dialogo con i cittadini. La risposta, il feedback ad un commento, un like, un tag dovrebbero essere considerati importanti e non lasciati cadere nel vuoto. Ho notato invece con grande dispiacere che solo ed esclusivamente al momento di raccogliere dei complimenti il comune ha interagito con i miei post. E’ un comportamento di cattivo gusto che non migliora certo l’immagine di serietà che un’amministrazione dello Stato dovrebbe avere. Il senso di responsabilità si vede anche nei momenti di difficoltà…quando ci sarebbe da chiedere scusa…non solo quando ci sono dei complimenti da prendere.

N.B.: io non credo che una sola persona come me possa mai risolvere problemi che sono vecchi come il mondo. La fatica fatta in questo caso è solo stato un tentativo di capire fino a che punto si dovrebbe arrivare per far muovere chi deve lavorare per il bene pubblico. Certo che se invece che essere da solo ci fossero tutti i cittadini a fare le stesse cose che faccio io, credo che basterebbe un mese solo (!!!) per far attivare seriamente chi prende soldi con appalti pubblici o percepisce stipendi dallo Stato: pressione costante e lasciare senza respiro chi deve recuperare secoli di mancanza di credibilità! Questo pressing sui responsabili dei servizi pubblici potrebbe attivare anche il relativo lavoro di sanzionamento dei comportamenti irrispettosi, ma dovrebbe più che altro attivare un processo di educazione al rispetto reciproco dal quale nascerebbero comportamenti virtuosi.
Un’amara considerazione
Non è il titolo di studio, il livello di istruzione, il livello di reddito, lo status sociale che rende un cittadino più serio e responsabile. Devo purtroppo ancora denunciare l’atteggiamento di decine di persone a me molto vicine, con livelli culturali alti ed altrettanto alto livello di reddito che non hanno alcuna necessità morale di partecipare ad un processo di rinascita della città in cui vivono. Ho provato diverse volte a sollecitare tali soggetti per coinvolgerli in vario modo a quello che faccio, ma l’unica risposta che ho ricevuto è: TROVATI UN LAVORO. La mia risposta continua ad essere la stessa: QUESTO E’ UN LAVORO A TUTTI GLI EFFETTI! Un lavoro che nessuno vuole pagare perché ancora troppo alto il livello di ignoranza diffusa, nonostante le lauree, i master, i titoli, le lingue parlate, i viaggi all’estero, le esperienze varie, ecc ecc. Si capisce di fare LAVORO per guadagnare soldi che consentono di acquistare beni materiali (automobili, barche, case vacanze, voli ed hotel, cene al ristorante, biglietti di cinema, teatro e concerti, ecc ecc), ma fare LAVORO per aumentare il livello di rispetto reciproco NON SCALDA ANCORA SUFFICIENTEMENTE I CUORI DEI FIGLI DEI PROFESSORI. Tra l’altro sottolineo che la retribuzione più soddisfacente che avrei voluto e potuto avere dai miei “familiari”, “amici” “conoscenti di vecchia data” (gente che sa bene di quale onestà io sia capace) sarebbe stato qualcuno che mi avesse affiancato nello svolgimento delle mie azioni dirette, o anche qualcuno che mi avesse fatto vedere quale impegno verso il bene comune potesse vantare, o qualcuno che semplicemente mi dicesse “Grazie a nome di mio figlio per quello che fai. Io non ne sono capace”, invece di sentirsi sempre appellato come quello che ha tempo da perdere.
Un tentativo verso i turisti
Ho recentemente pubblicato un sito web con il quale tento di richiamare l’attenzione dei turisti che vengono a Napoli sulle problematiche di tipo sociale che caratterizzano il nostro territorio nel tentativo di costruire una rete di persone con senso di responsabilità più alto per affrontare insieme a livello transnazionale tematiche di interesse globale.







0 commenti