Il cammino “del maggio mariano”: 18 km a piedi per andare dalla mamma, e manifestare in favore di equità ed ecologia
Il mese di Maggio è chiamato dai credenti cattolici “mese mariano”, credo perchè i fedeli della chiesa romana dedicano una serie di iniziative alla figura della Madonna. Nella città di Pompei c’è una chiesa che viene chiamata Santuario, che durante questo mese diventa meta di pellegrinaggi. Cioè i credenti fanno lunghe camminate partendo da diverse città della provincia di Napoli. L’obiettivo è raggiungere tale Santuario dove poi assistono – credo – a celebrazioni religiose soprannominate “messe”.

La mia Azione Diretta “naive” ispirata dal pellegrinaggio mariano
Prendendo spunto da tali iniziative rituali, ho intrapreso (in maniera molto istintiva) la mattina del 7 maggio 2026, un’ennesima Azione Diretta, in favore di equità ed ecologia. Questa iniziativa si è concretizzata con una camminata da casa alla comunità alloggio dove vive mia madre in località S.Pietro di Scafati.

Un percorso di 18 km durante il quale, indossando una maglia della Nigeria, ho girato alcuni video con il cellulare. La finalità è quella di tentare di illustrare alcuni aspetti negativi del modello di vita riconducibile alla cosiddetta “civiltà occidentale”. Ho acquistato anche una piccola scimmietta. Il messaggio di base vuole essere sempre lo stesso. Io credo che dobbiamo tutti adottare un modello etico improntato ad un maggiore rispetto verso gli altri esseri viventi (umani, animali e vegetali), che a diversa ragione, possono essere considerati più “sfortunati” di noi. Argomentazioni che vengono anche dall’osservazione della realtà durante il tragitto. Il comportamento irrispettoso degli automobilisti e/o motociclisti, la presenza di diversi “migranti” che chiedono elemosine per strada, la mancanza di verde pubblico, la quantità di cemento e acciaio che rende le città invivibili soprattutto d’estate, la quantità enorme di veicoli che tolgono spazi vitali ad animali ed altri esseri umani (per esempio, la difficoltà di camminare in strada per disabili, anziani e mamme con carrozzine), la esclusiva attenzione al commercio come unica attività che abbia “ragion d’essere” nelle nostre vite, ecc ecc.
“Elemosina” come contributo all’estinzione di un debito morale da parte della civiltà occidentale
Anche in questa giornata ho incontrato diverse persone che chiedono la cosiddetta elemosina per strada. Io credo che la cultura europea, che a partire dal 1500 circa in poi, si estende a ciò che oggi sono gli Stati Uniti d’America (e poi progressivamente sempre più in gran parte del mondo), sia responsabile in primis, delle ingiustizie sociali ed economiche che ancora caratterizzano il mondo del 2026. In questi giorni i media globali sono ancora impegnati a parlare di guerra: Iran ed Ucraina (giusto per citare due esempi eclatanti di conseguenze dell’ingiustizia).
Il fallimento del sistema giustizia in Italia
Io ho avuto la “fortuna” di essere stato marginalizzato dalla comunità in cui sono nato e cresciuto e presso la quale ho svolto diverse importanti attività, sia come volontario che come collaboratore di professionisti ed imprenditori. Una marginalizzazione che ha preso la definizione “scientifica” di stigmatizzazione, in quanto tipica di sistemi di controllo sociale, quale quello della psichiatria. Grazie a ciò ho potuto sentire una grande vicinanza con chi nasce e cresce in situazioni sociali ed economiche assolutamente peggiori della mia. Spesso queste persone finiscono vittime di marginalizzazione e stigmatizzazione (di vario tipo). A causa di tali fenomeni di “allontanamento sociale” (attuate con vere e proprie forme di violenza psicologica), tali persone finiscono vittima di un sistema giudiziario che poco o nulla ha a che vedere con la ricerca della verità per fare appunto giustizia. Nella mia esperienza come imputato in procedimenti penali, ho potuto osservare il modello etico prevalente del personale che, a vario titolo, “lavora” in questo sistema. Non c’è da parte di quelle persone nessun impegno serio nella ricerca della verità. Non si fa nessun tentativo di capire quale è la verità per fare giustizia. Il motivo è semplice: la logica che anima l’attività di tali organismi dello Stato è quello di fungere da braccio operativo burocratizzato, che ha l’unico obiettivo di giustificare (perpetrandolo) un sistema di potere che, anche se palesemente iniquo, non si vuole cambiare. Tale sistema si consolida e struttura socialmente sulla base di atti di corruttela praticata da gruppi di tipo massonico che si spartiscono i benefici di una “torta economica” sulla base del grado di appartenenza al sistema stesso. In questo scenario risulta più debole chi non “si vuole allineare” o chi viene “da fuori” e vuole mantenere la propria integrità etico-morale. Tipiche vittime del “nostro” sistema giudiziario sono i cosiddetti extra-comunitari, costretti letteralmente a fare MIRACOLI per sopravvivere quì, dopo “la fuga” dai loro territori martoriati dal desiderio di dominazione coloniale espresso dai governi della “western civilization” nel corso dei secoli.
La superficialità come fonte di insicurezza
Nella giornata di maggio 8 del 2026 il papa americano sarà a Napoli e Pompei per una visita apostolica e cattolica. Ho pensato alla folla che sarà sicuramente presente agli eventi organizzati dal Vaticano e mi è venuto da pensare a ciò che penso quando vedo la coda di turisti in attesa di oltrepassare i gate di ingresso alla stazione di Garibaldi della Linea 1 della metropolitana di Napoli. Pensare al rapporto tra la quantità di folla umana presente e lo spazio disponibile non solo in ingresso ma lungo le scale mobili e soprattutto poi giù sui marciapiedi prima di salire sui treni mi mette recentemente paura. Sarà che mi sto facendo più vecchio e riflessivo ma non credo sia giusto adottare pratiche così superficiali e leggere in materia di sicurezza. Il tutto nel nome di un profitto economico che mette in difficoltà quotidiana (quasi sempre inconsapevole e incosciente) milioni di persone ovunque nel mondo, quando non ci sono vere e proprie “catastrofi” più o meno urbane, e/o più o meno umane. Il ricordo italiota degli incidenti di Crans-Montana sono espressi sul web con decine e decine di articoli. E’ solo uno degli ultimi eventi nefasti vicini a noi (geograficamente e temporalmente) che dovrebbero attivare serie riconsiderazioni sul concetto di libertà e responsabilità. Stesso dicasi per concerti e partite di calcio e per eventi di vario tipo.
La congestione delle città e le difficoltà dei pedoni
Quello che si vede come traffico tutti i giorni su via Nazionale a Torre del Greco (e sulle altre strade ad essa collegate) è un esempio della follia umana di oggi. Il numero di veicoli privati (auto, moto, scooter) che circolano su questa strada di collegamento con città limitrofe e che attraversa in pratica tutta la provincia costiera a sud di Napoli è qualcosa che viene ritenuto normale e che normale non è. In 55 anni di vita non ho mai visto concrete misure prese dalle amministrazioni locali per tentare di ridurre il traffico veicolare privato, che è causa di un livello di congestione delle città assolutamente intollerabile. Questo avviene in un contesto globale che non riesce a fare di meglio: nessuno pare riuscire a scalfire il predominio del trasporto privato. Il modo in cui sono costruiti i marciapiedi è assolutamente incivile. Chi non deambula bene o chi deve spingere carrozzine per bambini o disabili trova enormi difficoltà nell’uscire di casa e vivere la città. Le strisce pedonali sono fatte male o inesistenti in alcune zone e non vengono mai prese in considerazione – oramai da decenni purtroppo. Un clima di mancanza di rispetto reciproco nella conduzione dei mezzi di trasporto e nel parcheggio degli stessi.
Modello di sviluppo orientato alla sola crescita economica
Il “nostro” modello di sviluppo resta orientato alla crescita economica trainata dalla tecnologia. Purtroppo non si vedono all’orizzonte miglioramenti nella cultura dominante che prendano in considerazione introduzione di innovazioni nel modello etico di riferimento. L’evoluzione della mentalità umana resta appannaggio di pochi individui più responsabili. Il concetto di rispetto degli altri viene considerata una bella utopia utile solo per la scrittura di romanzi o di sceneggiature di film. Non ci si riesce ancora a staccarsi dall’investimento in cemento ed acciaio. Fare posto ad alberi e piante in città che potrebbero costituire anche un habitat migliore per animali e insetti è un futuro ancora di là da venire.
Manifestare contro le ingiustizie e segnalazione disservizi
Mettere bandiere della Palestina ovunque. Protestare contro ciò che non va senza avere paura delle conseguenze.
SE FAI QUALCOSA PER ESSERE DALLA PARTE DELLA GIUSTIZIA NON DEVI AVER PAURA DI NULLA.
Dobbiamo chiedere a chi lavora per lo Stato di onorare gli impegni che lo Stato prende nei confronti di NOI cittadini per bene.







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