Incendio Vesuvio ed origine della vita umana: racconto a ruota libera mentre cammino lungo sentieri alle falde del vulcano napoletano
Alcuni giorni fa ho deciso di fare una camminata, e di parlare dell'incendio Vesuvio ed origine della vita umana. Alcuni piccoli eventi apparentemente casuali e di poca importanza mi hanno ispirato invece dei ragionamenti, che esprimo lungo i sentieri del Vesuvio non senza qualche affanno di troppo.
Metto sotto subito il video integrale della mattinata. Un video in cui ho semplicemente "azzeccato" tra di loro i vari spezzoni girati con cellulare ed action-cam attaccata sulla testa con la solita "molla per le mutande".
Le riflessioni sull'origine della vita
La prima parte delle osservazioni riguarda l'origine della vita ed il modo in cui essa si è trasformata nel tempo fino ad arrivare alle forme odierne. Le riflessioni mi sono ispirate da un fatto apparentemente assolutamente irrilevante. Una palla di saliva sputata dalla bocca che incontrando un pezzo di ferro di una grata a terra si divide in due.
Il racconto sull'incendio del 2017
Di seguito il racconto su ciò che io apprendo, anche attraverso diverse fonti, sull'incendio del Vesuvio nel 2017 e delle conseguenti osservazioni. Tutto ciò ha una stretta relazione con le riflessioni fatte sopra sull'origine della vita. Il percorso di crescita e sviluppo scelto dalla vita, sotto forma specifica di essere umano (soprattutto se non esclusivamente), è la causa della formazione del bagaglio culturale acquisito dall'uomo che spinge quest'ultimo secoli e secoli dopo ad agire come ha fatto in relazione al terribile e storico incendio del 2017. Io non mi sentirei di escludere che l'incendio del 2017 sia stato provocato apposta dall'uomo. Non potendo ammettere apertamente con se stesso una cosa del genere, gli umani attribuiscono la colpa di ciò che è successo all'epoca ad una strana coincidenza di eventi infausti...una concatenazione di fatti accaduti per circostanze slegate le une dalle altre e che alla fine dei conti non disvelano nessuna colpa sistemica. Cioè anche di fronte ad un disastro così esagerato, alla fine non si mette in discussione nulla del bagaglio culturale di fondo dell'essere umano. Quindi le misure di riparazione del danno che si praticano da allora, non essendo rivoluzionarie, cioè non andando ad agire nel profondo, rappresentano la solita operazione del "mettere la polvere sotto al tappeto". Non impediscono cioè - secondo me - l'ulteriore peggioramento della situazione ambientale. Cioè l'alterazione degli equilibri ecosistemici di medio termine non diventa motivo sufficiente per "cambiare registro".
Di seguito i video in cui spiego quello che mi sembra di aver capito di questa faccenda non senza qualche affanno che peggiora la qualità del racconto.
Ops
Ho appena ritrovato i video risalenti al 2021 0 2020, ma credo più 2021 in cui la vice-presidente dell'associazione Oasi Vesuvio illustra in sintesi l'operazione del dopo incendio del 2017.








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